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Perseverate nell'amore fraterno. Non dimenticate l'ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo.(Eb.13,1). Queste parole della lettera agli Ebrei ci aiutano a riflettere sull’accoglienza, [...] uno dei doni più belli che possiamo offrire a quanti incontriamo. Tutti sappiamo che accogliere gli altri è impegnativo, tutto il nostro essere ne è investito: l’intelligenza si mette in moto, la volontà è in azione, l’affettività si esprime, ogni forma di egoismo e di chiusura deve essere consumata. Quante volte siamo tentati di rinunciarvi.[...] E ancora di più, quando l’altro si mostra esigente, approfittatore, grossolano, si moltiplicano le motivazioni per non accogliere. Gesù ci dice: Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? (Mt.5,46-47) Il merito sta dunque nell’amare colui che non ci ama, nell’accogliere colui che ci rifiuta. Il signore ci invita ad accogliere l’altro che ci pone accanto anche quando, umanamente abbiamo mille motivi per respingerlo. La nostra accoglienza deve essere priva di giudizio.[...] Accogliere l’altro significa offrirgli uno spazio amico,[...] uno spazio di pace in cui l’altro può essere ciò che è e manifestarsi senza paura.[...] Accogliere è dare all’altro la forza di diventare ciò che è nella mente di Dio, ciò che è ai suoi occhi, quella parola unica pronunciata in eterno dall’Eterno. Vivere l’accoglienza in questo modo comporta un continuo cammino di conversione all’amore e al dono, un costante esodo da se stessi. E’ un percorso impegnativo ma è quello che consente a Dio di manifestare il suo volto, di rivelare la sua novità nella novità che è l’altro, di elargire i suoi inesauribili doni. Nella bibbia ci sono vari episodi che raccontano come l’accoglienza [...] diviene il luogo dove il Signore si manifesta. Sara ed Abramo accolgono tre uomini alle querce di Mambre [...] e in cambio ricevono la fecondità segno della benedizione di Dio. | La vedova di Zarepta, primo libro dei Re, accoglie il profeta inviato da Dio [...] e in cambio riceve un cibo che non si esaurisce. I due discepoli di Emmaus accolgono un viandante che si fa loro compagno di strada e il loro cuore arde, il Signore è quel viandante.[...] In questo Natale , ormai alle porte chiediamo il dono della vera accoglienza, mentre contempliamo davanti al Bambino Gesù il mistero di un Dio che, per accoglierci pienamente, si è fatto uomo come noi. (P.Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - da "CMV Comunità Missionaria di Villaregia" - n.61 dicembre 2009)
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