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Dignitas personae Stampa E-mail

da:Avvenire - 13/12/2008
A FAVORE DELLA VITA FIN DALL’INIZIO
 
 È 
un grande sì alla vita umana l’Istruzione 'Dignitas personae', approvata dal Papa e pubblicata ieri. Nella prima parte vengono ricordati alcuni aspetti antropologici, teologici ed etici della vita e della procreazione umana. Principio fondamentale è che il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita.

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L’embrione umano, quindi, ha fin dall’inizio la dignità propria della persona. L’origine della vita umana, prosegue il testo, ha d’altra parte il suo autentico contesto nel matrimonio e nella famiglia, in cui viene generata attraverso un atto che esprime l’amore reciproco tra l’uomo e la donna. E il matrimonio, presente in tutti i tempi e in tutte le culture, è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare nell’umanità il suo disegno d’amore. Perciò l’uomo possiede una vocazione eterna ed è chiamato a condividere l’amore trinitario del Dio vivente. Dunque, per il solo fatto di esistere, ogni essere umano deve essere pienamente rispettato. Si deve escludere, sottolinea l’Istruzione, ogni criterio di discriminazione quanto alla dignità, in base allo sviluppo biologico, psichico, culturale o allo stato di salute. La Chiesa, precisa comunque il testo, non interviene nell’ambito proprio della scienza medica come tale, ma richiama tutti gli interessati alla responsabilità etica e sociale del loro operato.
 
INSOSTITUIBILE L’ATTO CONIUGALE
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a seconda parte parla dei problemi riguardanti la procreazione, soprattutto per la cura dell’infertilità. Sono da escludere – afferma il documento – tutte le tecniche di fecondazione artificiale eterologa e omologa sostitutive dell’atto coniugale. Sono invece ammissibili le tecniche che si configurano come un aiuto all’atto coniugale e alla sua fecondità. Il testo ricorda che nella fecondazione in vitro il numero di embrioni sacrificati è altissimo.
Inoltre è sempre più frequente il ricorso a tali tecniche con l’unico scopo di poter
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operare una selezione genetica dei loro figli. Tra le tecniche intrinsecamente illecite rientra anche l’Icsi, che consiste nella iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nel citoplasma ovocitario, perché è attuata al di fuori del corpo dei coniugi mediante gesti di terze persone. L’Istruzione ribadisce inoltre l’inammissibilità del congelamento degli embrioni e dichiara inaccettabili le proposte di usare i tanti embrioni congelati esistenti per la ricerca o per usi terapeutici o di metterli a disposizione di coppie infertili.Viene dichiarata moralmente inaccettabile anche la crioconservazione di ovociti per la procreazione artificiale. Il congelamento, viceversa, non è illecito se fatto a scopo precauzionale nei casi in cui le donne debbano sottoporsi a cicli di chemio e o radioterapia che potrebbero minarne la fertilità.
  Inaccettabile è poi la riduzione embrionale (si tratta di un vero aborto selettivo), così come la diagnosi pre-impiantatoria. Oltre ai mezzi contraccettivi sono illecite anche la pillola del giorno dopo (anti-impianto) e Ru 486 (che elimina l’embrione appena impiantato).

LA CLONAZIONE È SCHIAVITÙ BIOLOGICA

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n merito alla terapia genica e all’uso dell’ingegneria genetica a scopo terapeutico – oggetto della terza parte – sono ammessi in linea di principio gli interventi sulle cellule somatiche, dunque non riproduttive, i cui effetti sono limitati al singolo individuo. Sono illeciti invece gli interventi sulle cellule germinali per l’alto rischio di trasmissione di eventuali danni alla progenie. Il documento condanna l’applicazione dell’ingegneria genetica per scopi non terapeutici, ovvero per presunti fini di miglioramento e potenziamento della dotazione genetica. Si tratta di una pretesa ideologica di sostituirsi a Dio nel tentativo di creare un nuovo tipo di uomo. Intrinsecamente illecita è anche la clonazione umana sia riproduttiva, sia terapeutica o per ricerca. La clonazione riproduttiva instaura una forma di schiavitù biologica. Ma ancora più grave è la clonazione terapeutica che consiste nel creare embrioni col proposito di distruggerli per curare un’altra persona. Quantro alle cellule staminali, è lecito usare quelle metodiche che non procurano un grave danno al soggetto da cui si estraggono (organismo adulto, cordone ombelicale, tessuti dei feti morti naturalmente).
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Gravemente illecito invece è il prelievo di cellule staminali dall’embrione umano vivente perché ne causa la distruzione. Un’offesa alla dignità umana è anche la 'clonazione ibrida' che mescola elementi genetici umani e animali violando l’identità specifica dell’uomo. Infine c’è la questione dei vaccini per bambini ottenuti con materiale biologico umano di origine illecita (feti abortiti).Va rifiutato e si deve chiedere che i sistemi sanitari mettano a
disposizione altri vaccini.

 
 

Che nessuno venga mai a te
senza andarsene
migliore e più felice