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Intervista a Gaetano Mecorillo su Cav e Madonna degli Angeli Stampa E-mail

Tratto dal mensile diocesano L'Aurora della Lomellina
domande a Gaetano Mercorillo, presidente del Centro di Aiuto alla Vita Lomellino

Ci può delineare in due parole la storia recente della Chiesa della Madonna degli Angeli?

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Prima del 2004 non ero mai entrato nella Chiesa della Madonna degli Angeli. Poi dopo la morte di Don Giuseppe, il parroco Don Stefano Cerri ha accettato la richiesta del Centro di Aiuto alla Vita di poter utilizzare la canonica quale nostra sede. Ci pose,però, la condizione di curare e custodire la Chiesa, fermo restando il suo impegno di continuare a celebrare la Santa Messa domenicale con la disponibilità di Don Emilio Pastormerlo.
Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, iniziando a frequentare la Messa e constatando le necessità d’interventi circa il decoro e la partecipazione alla funzione. Si è provveduto al recupero di quanto di bello era nascosto: il bel quadro dell’immagine riproducente la Madonna con Bambino dormiente, che è diventata la nostra icona, gli arredi liturgici di valore, il recupero della Via Crucis.
Prima c’erano fiori di plastica, sono stati sostituiti con addobbi floreali che con cura vengono cambiati quando necessario di domenica in domenica. Con l’aiuto di uno sponsor (il Rotari Club di Vigevano) si è provveduto a ripiantumare il sagrato, abbellendolo con adeguate fioriere e sistemando il portale d’ingresso.
Successivamente, grazie ad una donazione ereditaria, abbiamo ampliato la luminosità all’interno della navata principale con dei bellissimi lampadari e abbiamo aggiunto due immagini di San Francesco e Santa Chiara. E soprattutto, abbiamo potuto concretizzare la messa in opera dell’immagine votiva a Santa Gianna Beretta Molla, unica in tutta la nostra Diocesi.
La Chiesa, poco per volta, ha assunto,così, una sua nuova identità, caratterizzata dalla presenza del C.A.V. , ma pure sostenuta e ben accettata dai fedeli che frequentano la Santa Messa Domenicale.

Quali sono le principali attività del Centro di Aiuto alla Vita?

In due righe è quasi impossibile spiegare quanto fa il CaV, ed è per questo motivo che Don Cesare Lino ci concede l’opportunità di un appuntamento mensile sull’Aurora, di modo che appropriatamente, poco alla volta, potremo delineare e specificare la nostra "mission". Ringraziamo Don Cesare per questo importante spazio informativo. E comunque, la principale motivazione della presenza di un Centro di Aiuto alla Vita risiede nella volontà di contrastare l’ormai diffusa cultura di morte per confermare che è possibile accogliere ogni vita concepita perché la vita è un valore tale che senza tale diritto nessun altro diritto potrà avere buon gioco per essere sostenuto e giustificato. Con questo impegno se anche riuscissimo a salvare dall’aborto volontario anche una sola vita, avremo salvato il mondo.

La Chiesa ha una intensa vita religiosa: quali sono le principali funzioni lungo l’anno, oltre la Messa festiva?

La Messa festiva, alle ore 9,15, e nelle feste comandate, viene sospesa durante i mesi estivi, luglio e agosto. Prima dell’arrivo del CaV non si faceva altro. Ora, anche per dare e sostenere una identità ed un’immagine pubblica della Chiesa, cerchiamo di proporre alcune iniziative di tipo religioso e sociale:
* l’incontro di preghiera "Nove mesi per la Vita" ogni ultima domenica del mese alle 16,00 a partire dal mese di Ottobre. Adorazione Eucaristica e Benedizione alle mamme in attesa presenti, ricordando anche quelle che non possono esserci, ma soprattutto, ricordando i balmini cui non è stato concesso di nascere. Cerchiamo di coinvolgere le Parrocchie, chiedendo, di volta in volta, la presenza di un sacerdote diverso ogni mese. Dà il proprio sostegno "Nazaret" l’Ufficio diocesano per la Pastorale Familiare.
*la celebrazione della Via Crucis quale momento speciale per una proposta di conversione, perché sappiamo che proprio attraverso la sofferenza, la solitudine ed il dispregio si può giungere all’accettazione della propria responsabilità nei confronti della vita nostra e di quella degli altri, anche del più piccolo dei nostri fratelli, quello che proprio non si vede, quello appena concepito, ma già fatto ad immagine di Dio Creatore e Amante della Vita. La Sua Passione e la Sua Resurrezione ci spingono alla partecipazione del Mistero d’Amore per noi uomini e vogliamo comunicarlo e testimoniarlo a quanti altri più possibile.
*la Festa liturgica a Santa Gianna Beretta Molla che vuole essere un modo per ricordare questa persona Santa, madre di famiglia, sposa, medico, che ha sacrificato, ha donato la sua vita per la vita della sua bambina e che viene presentata come testimone vero e modello da seguire a tutta la comunità cristiana. Questo iniziativa ci permette di crescere spiritualmente e ci sostiene nell’impegno a favore della vita nascente e non solo.
*il Rosario per la vita, tutte le sere del mese di Maggio, quale felice appuntamento giornaliero al cospetto della Santa Madre di Dio che ci guida e ci illumina nell’indirizzarci a Suo Figlio: il Figlio concepito e custodito nel grembo materno per tutti i nove mesi quale condizione di vita per nascere al mondo come tutte le condizioni di tutti i concepiti dell’umanità. Qui sta il nostro Pilastro (la Madonna del Pilar), la nostra Pietra angolare su cui poggiamo la nostra fedeltà all’umanità di Gesù Cristo, Dio fattosi uomo per noi.

Il titolo dell’Annunciazione che ha la Chiesa è particolarmente propizio. Qual è per Voi il significato?

Quando abbiamo preso possesso della nuova sede, non sapevamo che la Chiesa fosse dedicata all’Annunciazione: è stata una gradita sorpresa che ci ha pure in qualche modo impressionato perché ci ha colto come un segno di accorata attenzione ai problemi della difesa della vita nascente.
Venivamo da una situazione logistica molto precaria , già quasi sopraffatti per la mancanza di forze fresche, anche il fatto che non riuscivamo a trovare asilo per la nostra sede ci angosciava parecchio ed ecco che si apre lo spiraglio della Madonna degli Angeli. Anche questa dizione "degli Angeli" ci ha dato conforto, quasi come a dirci che i bambini non nati, che non siamo riusciti a far nascere, sono gli Angeli, sì della Madonna, ma anche i nostri e con Loro possiamo andare tranquilli nel percorrere la strada dell’impegno a favore della vita per il tempo che ci verrà chiesto di farlo.

Quali sono le prospettive future per la vita religiosa ed il restauro della Chiesa?

Le prospettive sono quelle di allargare i consensi nella comunità che frequenta la Chiesa al fine di poter dare continuità alla presenza di un’attività religiosa all’interno di un progetto più ampio quale quello della Parrocchia di San Pietro Martire. Tale da giustificare, sempre, i sacrifici e gli impegni per tenere aperta e funzionante una Chiesa. In questa ottica, sarebbe bello consolidarne la funzione con la ricostituzione dell’antica Confraternita, ma non spetta a noi del Cav spingere per questa direzione, siamo però disponibili a dare eventualmente una mano.
Per quanto riguarda, invece il restauro della Chiesa, possiamo dire di essere quasi giunti alla fine dei lavori per il campanile che adesso è stato messo in sicurezza e la campana potrà tornare a suonare. Per il resto, c’è tantissimo da fare: la facciata, la parete destra della navata piena di umidità, gli affreschi del coro, il coro stesso per i problemi legati ai tarli, i pavimenti da lucidare, gli affreschi da riportare alla luce, l’acciottolato del sagrato da sistemare, un sistema d’allarme da prevedere e altro…basta così? E’ tanto, ma si può fare perché questa Chiesa lo merita e perché questa Chiesa ha una Sua funzione: è la Chiesa della Vita Vigevanese

 
 
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