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Veglia per la Vita 2010 Stampa E-mail
Santuario della B. V. di Pompei 
Vigevano 6 febbraio 2010
VEGLIA DIOCESANA PER LA VITA

LA FORZA DELLA VITA:
UNA SFIDA NELLA POVERTÀ

A: Benvenuti a tutti voi. Ci ritroviamo, fratelli, attorno a Gesù che "è venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). Alla sua presenza vogliamo contemplare il dono della vita ed attingere forza per custodirla e servirla sempre con amore.
B: Cristo è l’Amore che viene ad abitare dove dilaga la conflittualità; è la Pace che pone la sua tenda in mezzo a uomini ostili tra loro; è la Vita che si fa visibile nelle situazioni in cui essa è offesa.
Vogliamo dire a Lui con fede: Vieni, Signore Gesù. La nostra umanità rifiorirà.
CANTO n. 1: Kumbaya, my Lord
Parte prima
LA SFIDA NELLA POVERTÀ
A: Una drammatica crisi ha investito molte aree del mondo.

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Cresce la povertà e si creano situazioni sempre più disumanizzanti. Dalla mancanza di lavoro nasce l’insicurezza che smorza la fiducia in se stessi e nella propria dignità, suggerendo diffidenza verso la vita.
Tutti:
Signore, Dio della vita e dell’amore, aiutaci a ritrovare speranza!
B:
Cresce la povertà di mezzi e di risorse. La vita umana è minacciata e profonda inquietudine si diffonde in numerose famiglie. Molti genitori soffrono per l’impossibilità di provvedere con il loro lavoro al benessere dei loro figli. Molti giovani guardano al futuro con rassegnazione e sfiducia.
Tutti:
Signore, da Te proviene ogni bene. Dona a tutti gli uomini il pane quotidiano!
A:
"Non solo la situazione di povertà provoca ancora in molte regioni alti tassi di mortalità infantile, ma perdurano in varie parti del mondo pratiche di controllo demografico da parte dei governi, che spesso diffondono la contraccezione e giungono a imporre anche l’aborto" (CV 28). "La popolazione sta, invece, confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà" (Benedetto XVI, Messaggio per la giornata della pace 2009).
Tutti:
Signore, creatore e amante della vita, liberaci dalla mentalità contraria alla vita che si traduce anche in leggi inique.
B:
"Preoccupanti sono altresì tanto le legislazioni che prevedono l’eutanasia quanto le pressioni di gruppi che ne rivendicano il riconoscimento giuridico" (CV 28). "Della persona, invece, non si può disporre a piacimento … La vita è un dono di cui il soggetto non ha la completa disponibilità … L’aborto e la sperimentazione degli embrioni costituiscono la diretta negazione dell’atteggiamento di accoglienza" (Benedetto XVI, Messaggio per la giornata della pace 2007).
Tutti:
Signore, Tu sei Vita e Amore. fa’ crescere in noi la consapevolezza che l’apertura alla vita e la sua custodia sono al centro del vero sviluppo.
CANTO n. 2: Gratitudine
A: Lo sviluppo della persona si degrada se essa pretende di essere l’unica produttrice di se stessa. Lo sviluppo dei popoli degenera se l’umanità ritiene di potersi ricreare, avvalendosi dei "prodigi" della tecnologia (cfr CV 68).
Tutti:
Signore, liberaci da questa pretesa prometeica. Fa’ che rientriamo in noi stessi per riconoscere le norme morali che tu stesso hai iscritto nel nostro cuore.
B:
Al centro dello scontro tra l’assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell’uomo sta la bioetica. È in gioco una questione fondamentale: l’uomo è prodotto da se stesso o è creatura di Dio?
Tutti:
Signore, liberaci dall’illusione della nostra onnipotenza. Senza te rischiamo di estraniarci dalla vita concreta delle persone.
L:
Dal libro del Deuteronomio.
Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandamenti, … perché tu viva e il Signore tuo Dio ti benedica … Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio (Dt 30,15-16. 19-20).
Tutti:
Signore, donaci un cuore nuovo. Metti dentro di noi uno spirito nuovo. Togli da noi il cuore di pietra. Poni in noi il tuo spirito e fa’ che viviamo secondo i tuoi precetti … Apri i nostri sepolcri e fa’ che risorgiamo dalle nostre tombe (Ez 36,26-27; 37,12).
CANTO n. 3: Il figliol prodigo
Parte seconda
RINASCE LA SPERANZA
A: "Il benessere economico non è tutto, ma non per questo è indifferente. Non è un fine ma un mezzo, il cui valore è determinato dall’uso che se ne fa. È a servizio della vita, ma non è la vita. Quando pretende d sostituirsi alla vita e di diventarne la motivazione, si snatura e si perverte" (MV).
L:
Dal vangelo di Luca.
Uno della folla disse a Gesù: "Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità". Ma egli rispose: "O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?". E disse loro: "Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni" (Lc 12,13-15).
"Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati … Ma, guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avete fame" (Lc 6,21. 24-25).
Tutti:
Signore, liberaci dalla cupidigia; fa’ che non confondiamo la ricchezza economica con la ricchezza della vita!
CANTO n. 4: Beati voi
B: Ogni vita è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà. L’uso dissennato dei beni e lo sfrenato consumismo possono generare una vita vuota di ideali e rendere insensibili ai bisogni di milioni di uomini e di donne.
Tutti:
Signore, rendici ricchi di umanità, capaci di gustare la bellezza della vita e disponibili al dono!
A: "Lo sviluppo umano integrale richiede anche il superamento dell’indigenza e del bisogno. La disponibilità di mezzi materiali permette di superare la precarietà, fonte di paura, e rende ogni esistenza più serena" (LV).
Tutti:
Signore, non vogliamo restare indifferenti di fronte alle famiglie in difficoltà. Apri il nostro cuore alla condivisione.
B: Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita. Essa ci spinge, infatti, a riscoprire la bellezza della condivisione e la capacità di prendersi cura dei fratelli, a gustare stili nuovi di sobrietà (cfr LV).
Tutti:
Signore, aiutaci a non restare prigionieri del nostro egoismo sfrenato che ci rende insensibili ai bisogni degli altri, soprattutto alla vita debole, sofferente ed offesa..
L: Dal vangelo di Marco.
In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: "Sento compassione di questa folla, perché già da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare" … Gli risposero i discepoli: "E come si potrebbero sfamare di pane qui, in un deserto?". E domandò loro: "Quanti pani avete?". Gli dissero: Sette". Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero. … Così essi mangiarono e si saziarono (Mc 8,1-6).
Breve pausa di silenzio per la meditazione personale
CANTO n. 5: Dove tu sei
Terza parte: contemplazione
LA FORZA DELLA VITA
A: La dignità della vita umana non scaturisce dalla ricchezza economica. La vita stessa è la prima radicale ricchezza. È sempre sacra ed inviolabile
CANTO n. 6: Laudate, omnes gentes
B: La vita deve essere custodita e difesa con coraggio in ogni suo istante. Senza cedimenti sul piano del giudizio morale, è necessario condannare il delitto abominevole dell’aborto (EV 58), gli interventi sull’embrione che non rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, l’uccisione deliberata di una persona attuata nell’eutanasia.
CANTO n. 6: Laudate, omnes gentes
A: Sarebbe povera ed egoista una società che, sedotta dal benessere, dimenticasse che la vita è il bene più grande. "L’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica" (CV 44).
CANTO n. 6: Laudate, omnes gentes
B: Nella crisi che attraversiamo, siamo chiamati ad essere ancora più concretamente solidali con quelle donne che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare alla maternità o di interrompere la gravidanza.
Tutti:
Signore, donaci la consapevolezza che, nella ricchezza e nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e a rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale.
L (osservando un breve silenzio contemplativo tra i diversi passi che appariranno proiettati):
"La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Rm 8,2).
"I desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace" (Rm 8,6).
"Di nuovo Gesù disse loro: Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gv 8,12)
"Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6).
MEDITAZIONE di Mons. Vescovo
Conclusione
LODIAMO DIO CHE CI HA TESSUTI NEL SENO MATERNO
CANTO n. 7: Maria
A: "Siamo chiamati ad esprimere stupore e gratitudine per la vita ricevuta in dono … è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero" (Giovanni Paolo II, EV 84. 100). Soprattutto preghiamo ogni giorno il rosario in famiglia.
B:
A cori alterni, iniziando con me alla mia destra, affidiamo a Maria, Madre dei viventi, la causa della vita chiedendo la forza di costruire la civiltà della verità e dell’amore, ospitale verso la vita umana.
O Maria, culla del grande mistero! Nel tuo limpido grembo è accaduto l’avvenimento più impensabile e necessario: Dio, in te, si è fatto bambino
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e ha condiviso integralmente l’itinerario dell’avventura umana.
Da quel momento, quando sboccia una vita, possiamo esclamare: Anche Dio ha percorso la stessa strada; anche Dio ha vissuto l’affascinante e delicata stagione della presenza nel grembo della Madre.
O Maria, oggi è stato infangato il prodigio! È stata crocifissa la fase più tenera della vita umana. Il grembo della mamma spesso diventa la tomba dei figli! O Maria, con te ci impegniamo a pregare.
Con te, Donna del grande Prodigio del grembo abitato da Dio, vogliamo implorare la luce dello Spirito per le mamme e i padri di oggi: riportali a rispettare la vita, a cantare la vita, ad amare la vita fin dal primo istante del suo miracolo. Amen.
Vescovo:
Dio, che crea ogni persona umana con infinita tenerezza, imprimendo in essa la sua immagine, vi doni la gioia di accogliere e custodire con gratitudine la vostra vita e la vita di ogni uomo.
Tutti:
Amen
Dio, che si è fatto uomo per aiutarci a ritrovare il significato vero della vita umana e per aprire i cuori alla gioia di essere figli di Dio, vi doni il coraggio di servire il Vangelo della vita.
Tutti:
Amen
Dio, che ha effuso in noi il suo amore per mezzo dello Spirito Santo, vi doni il coraggio di essere protagonisti della civiltà dell’amore.
Tutti:
Amen
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Tutti:
Amen
Andate in pace
Tutti:
Rendiamo grazie a Dio.
CANTO di conclusione n. 8: È bello lodarti
CANTO di conclusione: Resta accanto a me