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2010: una riflessione sulla Pasqua Stampa E-mail

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Quando la croce ci viene incontro, pensiamo che sia assurdo rallegrarsi perchè siamo convinti che la gioia sia possibile solo una volta superato il dolore. Gesù invece capovolge il nostro pensiero e, con la sua esistenza, ci rivela il segreto che fa maturare la gioia piena anche dentro il dolore. 
Gioia e dolore, umanamente inconciliabili, in Dio possono coesistere.[..] Quanto eternamente accade in Dio è anche ciò che dovrebbe accadere tra noi, poichè Dio ci dà la sua vita, ci rende capaci di trovare la nostra gioia nel cercare la gioia dell'altro. Il segreto della vera gioia è la consapevolezza che la morte è stata sconfitta poichè Cristo è risorto! La gioia non è un sentimento nè una emozione passeggera, ma una scelta che interpella la nostra volontà e che sboccia nella fede. La gioia è la vita, lo spazio ceduto, il tutto offerto. [..] Se uno, anche inconsapevolmente dona se stesso nel servizio, ama con semplicità i fratelli che gli sono accanto, automaticamente si ritrova pieno di gioia. Per rimanere nella gioia è importante confidare sempre nell'amore di Dio. Dobbiamo credere in un amore che si situa al di là di tutte le nostre fatiche o difficoltà e ben oltre le nostre infedeltà. Siamo chiamati a credere in un amore che "le molte acque non possono spegnere"(Ct8,7) perchè è eterno e irrevocabile. [..] Un modo di scegliere la gioia è vigilare per scoprire lo straordinario nell'ordinario, le alte vette nelle piccolezze del quotidiano.[..] Riconoscere lo straordinario nell'ordinario la Pasqua nella Passione, la gioia nel dolore [..] dipende da noi! Dio a tutti offre la possibilità di vivere una storia sacra.[..] La libertà dell'amore, la libertà del dono e quindi la pienezza della gioia nascono dal "non subire" la vita[..] Gesù dice:"Il Padre mi ama:perchè io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso."(Gv 10,17-18) Questo cambiamento di Gesù opera il cambiamento irreversibile della storia: non c'è più tenebra non rischiarata dalla sua luce, nè peccato che non sia perdonato dal suo amore, non c'è più tradimento, neanche quello di Giuda, che non sia stato scalzato dalla sua autoconsegna. Non possiamo dunque restare nella tristezza, ma dobbiamo entrare nella gioia del Risorto.(P.Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - da "CMV Comunità Missionaria di Villaregia" - n.62 marzo 2010)